La gestione dell’AUDIT con SuperHaccp

La gestione dell’AUDIT con SuperHaccp

A Febbraio 2026 è stata ufficialmente pubblicata la versione 2 “IFS Good Audit Practice (GAP) Guideline” ma oltre ai criteri utili per la certificazione, vediamo insieme quali sono le linee guida preziose per chi si occupa in generale di Audit. Sebbene il documento fornisca binari tecnici precisi per lo svolgimento delle verifiche IFS, il messaggio sottinteso è chiaro: l’audit non deve essere un esercizio di stile ispettivo volto a “trovare la colpa”, ma un potente strumento di crescita organizzativa. Per i consulenti, questo significa trasformare l’audit in un momento formativo, dove l’obiettivo non è stilare una lista di errori, ma comprendere le radici dei problemi per innescare un cambiamento reale e duraturo. Vediamo insieme quali sono i punti fondamentali:
  1. Dal Prodotto alla Causa Radice (Root Cause)
La Versione 2 pone il campionamento del prodotto al centro del processo. Tuttavia, la novità non risiede solo nel controllo della conformità del prodotto in sé, ma nell’utilizzarlo come “chiave di lettura” per analizzare il sistema.
  • L’approccio formativo: Invece di limitarsi a segnalare una temperatura non conforme in un banco frigo, il consulente-auditor deve interrogarsi con il personale: “Perché questa temperatura è fuori limite? È un guasto tecnico, un errore di carico della merce o una mancata comprensione del sistema di monitoraggio?”.
  • L’obiettivo: Capire il “perché” permette di risolvere il problema alla fonte (es. revisione del piano di manutenzione o formazione specifica sul corretto stoccaggio), evitando che l’errore si ripeta ciclicamente.
  1. L’Audit Trail come Dialogo, non come Interrogatorio
Il rafforzamento dell’Audit Trail (il percorso logico dell’audit) richiesto dalla nuova linea guida permette di connettere i reparti del supermercato in modo fluido.
  • L’esempio pratico: Seguendo la tracciabilità di un preparato di carne, l’auditor osserva le dinamiche del laboratorio. Se nota una criticità, l’approccio non è sanzionatorio ma collaborativo. Si analizza insieme all’operatore se la procedura scritta è effettivamente applicabile o se presenta lacune che portano inevitabilmente all’errore umano.
  • Il valore aggiunto: Questo metodo trasforma l’audit in una sessione di training on the job, dove il personale si sente parte della soluzione e non il bersaglio del controllo.
  1. Valutare la Cultura, non solo la Documentazione
La linea guida sottolinea l’importanza di sondare la Cultura della Sicurezza Alimentare. Questo aspetto non può essere verificato con un approccio ispettivo tradizionale basato su “sì/no”.
  • L’ascolto attivo: Durante le interviste, il consulente deve favorire un clima di fiducia. Solo così un addetto alle vendite si sentirà libero di ammettere una difficoltà operativa.
  • Il cambiamento: Comprendere che un errore nasce spesso da una comunicazione interna inefficiente o da una pressione operativa eccessiva consente alla direzione del punto vendita di intervenire sulla struttura organizzativa, migliorando il benessere dei lavoratori e, di riflesso, la sicurezza del consumatore.
  1. Trasparenza e Scoring: Oltre il Voto
La maggiore precisione richiesta dalla GAP v2 nell’assegnazione dei punteggi (Scoring) serve a garantire equità, ma per il consulente deve essere un pretesto per la trasparenza.
  • Audit come diagnosi: Una deviazione dallo standard non deve essere vista come una nota negativa sul “diario” del supermercato, ma come una “diagnosi clinica”. Individuare una Non Conformità significa aver trovato un punto di fragilità prima che questo si trasformi in un rischio reale per la salute o in un danno d’immagine.
Conclusione: L’Audit come Motore di Cambiamento In sintesi, la nuova linea guida IFS ci ricorda che l’efficacia di un sistema di gestione non si misura dal numero di “A” ottenute su carta, ma dalla capacità dell’organizzazione di apprendere dai propri limiti. I consulenti che adottano un approccio formativo smettono di essere supervisori esterni ma diventano facilitatori del miglioramento continuo. Il focus non è più cosa è stato sbagliato, ma come possiamo strutturare il lavoro affinché quell’errore non sia più possibile. Ti piacerebbe approfondire la tematica e vedere come i nostri consulenti conducono un audit FORMATIVO? O ti piacerebbe strutturare un report di audit interno che, oltre ai rilievi tecnici, integri una sezione di “analisi delle cause e suggerimenti formativi” ? CONTATTACI!

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