📢 DOP e IGP: Cambia tutto (o quasi) in etichetta! Ecco cosa dobbiamo fare dal 14 maggio

📢 DOP e IGP: Cambia tutto (o quasi) in etichetta! Ecco cosa dobbiamo fare dal 14 maggio C’è una novità introdotta dalla Circolare MASAF del 6 marzo 2026, che tocca da vicino i supermercati! Chi riguarda? I prodotti preimballati (“preconfezionati” del fornitore) e i prodotti sfusi o preimballati per la vendita diretta, denominati spesso “preincarti” dai punti vendita, sono tutti coinvolti in questo cambio normativo. Pertanto la norma riguarda sia i fornitori, che i supermercati che fanno lavorazioni di prodotti. Le sedi centrali delle diverse GDO dovranno prendere decisioni, in merito all’etichettatura di prodotti DOP/IGP della Private Label e in merito ai prodotti preparati nei punti di vendita venduti sfusi o preincartati anche in modalità on line (siti web). 🧐 Cosa dice la nuova regola? In poche parole: il cliente deve sapere esattamente chi ha fatto quel prodotto. Non basta più scrivere “Pecorino Romano DOP”, ora dobbiamo metterci anche il “nome e cognome” del produttore o operatore. E dobbiamo farlo bene. L’Articolo 37 del Regolamento UE 2024/1143 dice che il nome del produttore (o dell’operatore che trasforma il prodotto) deve stare nello stesso campo visivo della denominazione DOP o IGP. Per campo visivo s’ intende “tutte le superfici di un imballaggio che possono essere lette da un unico angolo visuale”. In pratica: sul cartellino del prezzo o sull’etichetta della bilancia, il nome del caseificio o del salumificio deve comparire vicino al nome del prodotto a vista del cliente e non può essere nascosto. Ecco come evitare multe salate con i controlli delle Autorità Competenti.
  1. Dove esporre il nome del produttore
Il nome del produttore deve essere visibile nel momento in cui il cliente sceglie il prodotto. Il personale deve assicurarsi che l’informazione compaia su:
  • Cartellino del prezzo: È il luogo ideale e più immediato.
  • Segnaprezzo digitale: Se il punto vendita utilizza display elettronici, l’informazione deve essere inserita nel layout grafico accanto al logo della denominazione.
  • Etichetta del preincarto
  • Un avviso posto in prossimità del prodotto
La norma lascia libertà agli OSA in merito alle modalità più agevoli ma sempre che garantiscano la vicinanza tra Indicazione DOP/IGP e simbolo Simbolo+ nome operatore+ indicazione geografica non devono per forza comparire assieme ma sono a blocchi di due e due : simbolo + indicazione ; indicazione + operatore.
  1. Quale nome indicare esattamente?
Spesso nel punto vendita arrivano prodotti da fornitori diversi per la stessa referenza (es. due diversi produttori di Prosciutto di Parma DOP), oppure che hanno subito lavorazioni o fasi da produttori diversi.
  • Corrispondenza esatta: Il nome indicato sul cartellino deve essere quello del produttore che ha effettivamente fornito l’unità (forma, coscia, cartone) attualmente in vendita. È importante indicare chi ha effettuato l’ultima fase di trasformazione, quella più sostanziale ai fini dell’ottenimento del prodotto finito.
  • In caso di rotazione: Se si cambia fornitore, il cartellino va aggiornato. Non è ammesso indicare un produttore generico se il prodotto esposto è di un altro fornitore.
  1. Prodotti “Preincartati” nel punto vendita
Se il personale del supermercato porziona e incarta il prodotto:
  • L’etichetta del supermercato deve ora riportare il nome del produttore originario (es: “Prodotto da: Caseificio [Nome], oppure solamente il nome del produttore)
  • Questa indicazione deve trovarsi nello stesso campo visivo della denominazione DOP/IGP e del peso/prezzo.
📢 Importante per il Supermercato!
  • Se la lavorazione sostanziale del prodotto DOP/IGP viene fatta nel supermercato il produttore è la Ragione Sociale stessa! (es. prodotti grattugiati, mentre questa regola non vale per prodotti affettati o porzionati che devono indicare il vero produttore)
  1. Gestione dei documenti di accompagnamento
Per evitare errori, il personale di reparto può verificare che i nomi indicati in etichetta o nei cartellini prezzo siano corretti e corrispondenti al reale nome del produttore:
  • Controllare la bolla di accompagnamento o la fattura della merce ricevuta.
  • Verificare il bollo sanitario (il cerchietto/ovale con la sigla dello Stato e il numero di riconoscimento) presente sulla confezione originale del fornitore: è il riferimento univoco per identificare il produttore.
  1. E se il supermercato riceve etichette ancora non conformi alla norma?
Nessun problema fino al 14 maggio 2026! Smaltimento Scorte: La circolare dice che i prodotti etichettati prima del 14 maggio 2026 possono essere venduti fino a esaurimento. Quindi, niente panico per quello che abbiamo già in casa, ma per i nuovi arrivi dobbiamo essere pronti! In sintesi: Più trasparenza per il cliente, un pizzico di attenzione in più per noi, ma meno rischi per tutti. Tu come sede centrale hai già deciso le modifiche da apportare? Hai già comunicato l’aggiornamento ai tuoi addetti? Hai bisogno di istruzioni rapide da inviare ai tuoi imprenditori dei punti vendita in Franchising che potrebbero acquistare prodotti altrove? CONTATTACI!

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